Vaccini Kenya: quali e come fare


Savane, zone lacustri, la suggestiva Rift Valley e rilievi montuosi: sono quattro fra i nummerosi pezzi forti del Kenya, favolosa nazione dell'Africa orientale con la costa affacciata sull'Oceano Indiano. Un Paese in cui è facile imbattersi in animali selvaggi come leoni, elefanti e rinoceronti.

Vaccini in Kenya quali fare

Celebri i safari che dalla capitale Nairobi si sviluppano attraverso la riserva Maasai Mara, e il Parco Nazionale Amboseli: qui il Kilimangiaro (dall’alto dei suoi 5895 metri) è il re. Prima di arrivare al cuore della questione (le vaccinazioni facoltative), alcune informazioni sul Paese.

Il passaporto per il visto

Come ricorda la Farnesina (ministero degli Affari esteri), il passaporto è necessario, con validità residua di almeno sei mesi, al momento della richiesta del visto.

  • Occorre altresì essere in possesso di un biglietto aereo di andata e ritorno.

  • All'ingresso nel Paese, viene apposto un timbro sul passaporto, dal quale risulta la durata del soggiorno. Si consiglia al turista di dichiarare il periodo effettivo del soggiorno in Kenya e di controllare il timbro apposto sul passaporto; la proroga del soggiorno può essere ottenuto solo presso gli uffici competenti per l'immigrazione.

  • Le sanzioni per il mancato rispetto di tale procedura possono arrivare anche all'arresto.

  • Per entrare in Kenya il passaporto deve avere almeno un’intera pagina bianca, al fine di poter apporre il visto d’ingresso. In caso contrario, i viaggiatori potrebbero non essere accettati nel Paese e fatti rientrare in Italia con il primo volo utile.

  • Per le eventuali modifiche relative alla validità residua richiesta del passaporto si consiglia di informarsi preventivamente presso l’ambasciata o il consolato del Paese presente in Italia o presso il proprio agente di viaggio.

Visto d’ingresso: quali tipi

Le categorie di visto sono le seguenti:

  • visto di transito (transit visa, 20 dollari) con una validità di massimo 72 ore;

  • visto turistico (tourist visa, 50 dollari o 40 euro) valido per un mese, tre mesi e rinnovabile fino a sei mesi;

  • visto multiplo (multiple visa, 90 euro) per business, valido da un mese a un anno;

  • visto valevole per un unico viaggio (single journey visa, 51 dollari);

  • East African Tourist Visa, valido per 90 giorni (Multiple entry visa 100 dollari), permette di viaggiare in Kenya, Rwanda e Uganda.

Perché l’eVisa

Molti governi del mondo stanno andando verso la digitalizzazione delle operazioni. Le richieste online permettono al visitatore di ricevere il proprio visto prima della partenza, evitando il rischio di un ingresso rifiutato al momento dell’arrivo a destinazione. In particolare l’eVisa permette di:

  • richiedere il visto ovunque ci si trovi, anche da casa propria

  • non dover più fare code per il visto all’ingresso nel Paese, che a volte richiedevano molto tempo a seconda del flusso di traffico

  • aumentare la sicurezza, perché il richiedente è ora tracciato fino da prima dell’arrivo nel Paese

  • monitorare il rilascio dei visti in tempo reale, fornendo un resoconto chiaro di che visto è stato rilasciato, dove e a chi

  • far sì che i punti di ingresso del Paese, aeroporti e frontiere, siano concentrati sulla loro funzione primaria di sicurezza, senza doversi occupare della profilatura di chi entra ed esce dal Kenya

  • maggiore sicurezza nella riscossione delle tasse di emissione dei visti, ora pagate direttamente dal richiedente all'erario.

Kenya: come arrivarci

Come raggiungere quel “paradiso” sulla Terra che è il Kenya?

  • Il Kenya ha tre aeroporti internazionali: l’aeroporto Jomo Kenyatta di Nairobi, l’aeroporto Moi di Mombasa e l’aeroporto di Eldoret. Gli aeroporti sono serviti da numerosi vettori internazionali, tra i quali la compagnia di bandiera Kenya Airways. Il Kenya è ben collegato con le principali destinazioni europee, asiatiche, della regione del Pacifico, degli Stati Uniti e dell’Africa.

  • È possibile giungere in Kenya in treno dalla Tanzania, dall’Uganda, dall’Etiopia, dal Sudan e dalla Somalia. Le pratiche per l’immigrazione devono essere svolte alle stazioni situate sul confine nazionale.

  • È possibile anche l’ingresso via mare, e le pratiche per l’immigrazione devono essere svolte in questo caso presso le autorità portuali.

Permessi di soggiorno e di lavoro in Kenya

Le autorità del Kenya hanno recentemente introdotto una legislazione stringente circa l’ingresso e la permanenza nel Paese per svolgere attività lavorative, siano esse volontaristiche/benefiche o a pagamento.

Sono infatti frequenti casi di stranieri che, fermati dalla polizia locale, vengono arrestati perché non dotati di adeguato permesso di lavoro e/o di soggiorno.

Vaccinazioni: che cosa sapere

La Farnesina, in materia di vaccinazioni, è chiara:

  • per soggiornare in Kenya non è obbligatorio fare nessuna vaccinazione;

  • previo parere medico, e per lunghi periodi di permanenza, effettuare la vaccinazione contro l’epatite A e B, la difterite, il tetano, la polio, il pneumococco;

  • consultare la propria ASL e seguire la profilassi antimalarica nel caso di soggiorni di breve durata.

  • Il ministero della Salute e l’Organizzazione Mondiale della Sanità raccomandano ai viaggiatori che si rechino in Paesi con potenziale rischio di diffusione internazionale di poliovirus (Afghanistan, Pakistan, Somalia, Nigeria, Kenya, Repubblica Araba Siriana, Rep. Dem. Congo) di effettuare una dose di vaccino inattivato (IPV), tra 4 settimane e 12 mesi precedenti a viaggi internazionali e di portare con sé un valido certificato di vaccinazione contro la poliomielite, redatto sul modello di certificato internazionale. Per maggiori informazioni contattare un Centro vaccinazioni internazionale.

  • Il certificato di vaccinazione contro la febbre gialla è obbligatorio per i viaggiatori provenienti dai Paesi a rischio di trasmissione della malattia. È richiesto indistintamente anche ai viaggiatori in solo transito aeroportuale presso tali Paesi (per esempio, per il transito all’aeroporto di Addis Abeba). In alcuni casi le autorità aeroportuali hanno permesso la vaccinazione all’arrivo direttamente in aeroporto.

Situazione sanitaria

Ma perché le vaccinazioni sono da valutare? Tutto parte da queste considerazioni sulla situazione sanitaria.

  • I costi delle cure di livello europeo e degli eventuali rimpatri sanitari sono elevatissimi. Le strutture medico-ospedaliere richiedono tassativamente, ancora prima dell’accettazione anche per interventi di emergenza, la garanzia di copertura delle spese di degenza.

  • Le principali malattie endemiche presenti in Kenya sono: amebiasi, giardia, parassitosi intestinale, tifo, epatite A, schigellosi, malaria e colera (si vedano Le Info Sanitarie “Malattie infettive e vaccinazioni”). Le malattie endemiche più rare sono la bilarzia e la tripanosomiasi (malattia del sonno).

  • La malaria è presente nella zona costiera, nelle aree prossime al Lago Vittoria e in alcuni parchi, soprattutto durante la stagione delle piogge (marzo-giugno, ottobre-novembre) e immediatamente dopo.

  • Si consiglia in ogni caso, dietro parere medico, una profilassi preventiva e, qualora si dovessero manifestare sintomi quali febbre alta, dolori alle ossa o influenza in generale, di rivolgersi immediatamente ai medici locali per un'eventuale e specifica terapia antimalarica evitando di ricorrere ad antibiotici generici.

  • I casi di colera sono ricorrenti in molte parti del Paese, anche nella Capitale Nairobi, con episodi che tendono a intensificarsi in occasione di periodi di siccità. La trasmissione avviene frequentemente per via alimentare.

  • L’incidenza di infezione da HIV (AIDS) è alta in tutto il Paese.

Un’assicurazione? Preziosa

La Farnesina fornisce le seguenti raccomandazioni:

  • stipulare prima della partenza una polizza assicurativa che preveda la copertura delle spese mediche e l’eventuale rimpatrio aereo sanitario, o il trasferimento in altro Paese, del paziente (quindi un’assicurazione viaggio o sanitaria);

  • partire con una scorta di medicinali di cui si ha bisogno qualora si soffra di una malattia, che necessiti di farmaci particolari;

  • adottare, durante la permanenza nel Paese, la profilassi igienico-sanitaria indicata nelle “Info sanitarie - Misure preventive contro malattie trasmesse da puntura di zanzara;

  • evitare aree rurali e mercati;

  • rafforzare le normali pratiche igieniche, quali il frequente lavaggio delle mani, bere solo acqua in bottiglia o filtrata e disinfettata senza aggiunta di ghiaccio e consumare solo cibi di sicura provenienza e ben cotti;

  • disinfettare con cura frutta e verdura.

Vaccinazioni: cosa dice il ministero della Salute

Per il Kenya, il ministero della Salute fa riferimento alla febbre gialla.

  • Vaccinazione raccomandata dall'Organizzazione Mondiale della Sanità a quasi tutti i viaggiatori di età superiore a 9 mesi.

  • Generalmente non raccomandata ai viaggiatori i cui itinerari sono limitati alle seguenti aree: l'intera provincia nord-orientale; gli stati di Kilifi, Kwale, Lamu, Malindi, e Tanariver nella provincia costierae le città di Nairobi e Mombasa.

  • Il certificato di vaccinazione contro la febbre gialla è richiesto ai viaggiatori di età superiore di un anno provenienti da Paesi a rischio di trasmissione febbre gialla.

Malaria: cosa conoscere

Il rischio malarico esiste durante tutto l'anno in tutto il Paese. Normalmente il rischio è esiguo nella città di Nairobi e negli altipiani (al di sopra dei 2500 metri) delle province centrali, orientali, Nyanza, Rift Valley e occidentali. La profilassi? Di tipo C.

Febbre gialla: vaccinazione

L’epidemia di febbre gialla sviluppatasi in Angola a dicembre 2015 si è rapidamente estesa a tutto il Paese e alla confinante Repubblica Democratica del Congo (ora l’allarme rosso non c’è più).

In tutta l’Angola, sono stati notificati oltre 3.000 casi sospetti e oltre 300 decessi, dei quali quasi la metà proviene dalla capitale, Luanda. Casi importanti, dice il ministero della Salute, sono stati confermati anche Kenya.

  • L’OMS ha classificato questa epidemia come un grave evento di sanità pubblica che richiede un rafforzamento delle misure di controllo, quali sorveglianza epidemiologica, campagne di vaccinazione di massa, lotta ai vettori e vaccinazione di tutti i viaggiatori.

  • Il 10 ottobre 2016 è stata emanata la circolare, in cui si riporta la risoluzione WHA67.13.82014 dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, che modifica il periodo di validità della vaccinazione contro la febbre gialla, da 10 anni a tutta la vita, senza necessità di richiami.

  • La febbre gialla è provocata da un virus appartenente al genere Flavivirus, cui appartengono anche i virus responsabili della dengue e della encefalite giapponese. La malattia colpisce principalmente gli esseri umani e le scimmie e si trasmette attraverso la puntura di zanzare Aedes. È endemica nelle aree tropicali dell’Africa, del Centro e del Sud America.

  • La trasmissione può avvenire ad altitudini fino a 2300 metri nelle Americhe e ad altitudini ancora maggiori in Africa. I Paesi o le aree dove il virus della febbre gialla è presente eccedono di gran lunga quelle riportate ufficialmente. Alcuni Paesi possono non riportare casi semplicemente perché vi è un alto livello di copertura vaccinale contro la febbre gialla nella popolazione oppure perché la sorveglianza epidemiologica è molto carente.

  • Le epidemie possono essere prevenute e controllate da campagne di vaccinazione di massa.

  • L'infezione provoca varie forme di malattia, da lieve a grave fino al decesso. Il "giallo" nel nome si spiega con l’ittero che colpisce alcuni pazienti, causando occhi e pelle gialla. I primi sintomi della malattia compaiono solitamente 3-6 giorni dopo l'infezione. Non esiste un trattamento specifico per la febbre gialla.

Colera nel 2017: qual era la situazione

In Kenya, era in corso un’epidemia di colera iniziata a gennaio 2017. I principali fattori responsabili dell’epidemia includono l’elevata densità della popolazione che porta alla propagazione e diffusione della malattia, eventi di massa (una festa di nozze tenutasi a Karen e una conferenza internazionale in un hotel di Nairobi), scarso accesso all’acqua potabile e ad adeguati servizi igienici e massicci spostamenti di popolazione all’interno del paese e verso i paesi confinanti.

Ecco che cosa sapere.

  • Il colera è un’infezione enterica acuta causata dall’ingestione del batterio Vibrio cholerae presente in acque e alimenti contaminati dalle feci. È legata principalmente ad un insufficiente accesso all’acqua potabile e ad adeguati servizi igienici. Il colera viene sempre considerato una malattia infettiva potenzialmente grave che può causare un’elevata morbilità e mortalità e può diffondersi rapidamente.

  • Evitare il cibo che è stato tenuto a temperatura ambiente per parecchie ore, per esempio il cibo del buffet non coperto, il cibo dai venditori di strada o di spiaggia.

  • Evitare gli alimenti crudi, a eccezione della frutta e della verdura, che possono essere pelate e sbucciate e non mangiare frutta la cui buccia è alterata.

  • Evitare il ghiaccio.

  • Evitare i piatti contenenti uova crude o insufficientemente cotte.

  • Evitare i gelati di origine dubbia, compresi quelli venduti per strada.

  • Evitare di lavarsi i denti con acqua non potabile. Nel dubbio, usare acqua imbottigliata.

  • Far bollire il latte crudo prima di consumarlo.

  • Lavare sempre bene le mani con acqua e sapone prima di preparare o consumare cibo e dopo aver utilizzato i servizi igienici.

  • Far bollire l’acqua da bere in caso di dubbio; se questo non è possibile, utilizzare un filtro efficiente e ben conservato o un disinfettante.

  • Le bevande imbottigliate sono generalmente sicure se l’imballaggio è intatto.

  • Bevande e cibi ben cotti e serviti caldi sono generalmente sicuri.

Criminalità

Il rischio maggiore per i viaggiatori, particolarmente per chi viaggia solo, è rappresentato dalla vasta diffusione della criminalità violenta: lo dice il Dipartimento federale degli affari esteri svizzero.

Può succedere che ladri si spaccino per poliziotti. In tutto il Paese, sulle grandi vie di comunicazione e soprattutto all’imbrunire, vi è il pericolo di attacchi da parte di rapinatori armati.

Anche casi di reati a sfondo sessuale sono stati segnalati. Nelle città rapine e furti d’auto accompagnati da minacce o dall’uso della violenza sono frequenti, soprattutto di notte. Effrazioni e aggressioni nelle case di vacanza, in particolare sulla costa, hanno subito un aumento. Ripetutamente si si registrano attacchi mortali a cittadini stranieri, tra i quali anche cittadini svizzeri. Fra l’altro si raccomanda di osservare le seguenti misure precauzionali:

  • prestare particolare attenzione all’aspetto della sicurezza al momento della scelta dell’alloggio;

  • non portare oggetti di valore (gioielli, orologi costosi, macchine fotografiche) e avere con sé solo piccole quantità di denaro;

  • informarsi presso conoscenti, soci in affari o nell’albergo sulle condizioni locali, in particolare in merito a quartieri che occorre evitare;

  • evitare di visitare i quartieri poco animati e rinunciare a passeggiare durante la notte;

  • evitare di recarsi nei quartieri poveri;

  • servirsi solo di taxi che portano il nome di una compagnia o taxi dell’albergo;

  • evitare le spiagge solitarie;
    rifiutare bevande o cibi offerti da persone sconosciute che potrebbero essere malintenzionate (c’è il rischio che siano drogati al fine di rapinare i turisti privi di conoscenza);

  • tenere chiuso il finestrino dell’auto e mettere la sicura alle porte. Evitare di attraversare il Paese di notte;

  • non opporre resistenza alle aggressioni, poiché vi è una forte predisposizione alla violenza. Gli aggressori non esitano a uccidere;

  • preparare i viaggi con attenzione e tenersi al corrente in merito alla situazione della sicurezza.

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