Revisione auto: ogni quanto va fatta?


Sottovalutare l’importanza di effettuare con puntualità la revisione dell’auto può costare molto caro, tra i 200 € e i 2000€ per i recidivi secondo quanto previsto dal Codice della strada. Ma le multe legate al mancato rispetto di quanto prescritto in tema di revisione possono arrivare anche oltre gli 11 mila euro. Non si tratta della revisione annuale, quella è facoltativa, bensì della pratica obbligatoria di controllo che va fatta ogni 2 anni.

La Legge parla chiaro e le sanzioni pecuniarie crescono con l’aggravarsi della posizione dell’automobilista. Diciamo che si parte da una segnalazione con una piccola ammenda per gli sbadati, ma per chi cerca di truffare lo Stato con certificati falsi o con ripetuti ritardi le sanzioni si inaspriscono.

Ecco cosa è necessario sapere sulla revisione obbligatoria della propria auto, quando va fatta, quali sono i centri autorizzati e quali i documenti e i costi fissi di questa procedura.

La revisione vs il tagliando

Iniziamo da una distinzione di base che però a volte confonde gli automobilisti meno esperti. Il tagliando e la revisione dell’auto non sono la stessa cosa. Sono due controlli obbligatori che però testano aspetti diversi della vettura. Il tagliando è infatti un vero e proprio monitoraggio dei componenti meccanici come la trasmissione, il motore, la coppa dell’olio, le sospensioni, oltre al solito cambio olio e controllo dei filtri.

La revisione invece è un controllo delle condizioni della vettura legate all’usura. La valutazione in questo caso riguarda il livello di inquinamento o di sicurezza del veicolo. Si controlla che siano rispettati gli standard posti per legge in fatto di rumorosità dell’auto. Ad essere testati con scrupolosità sono in questo caso il sistema di frenata, i gas di scarico prodotti, la reattività del volante, ecc.

Dal 2018 sono stati anche introdotti i controlli straordinari sui contachilometri, questo provvedimento punta a ridurre la possibilità di truffe da azzeramento dell’apparecchio. Altra novità operativa dallo scorso anno è la possibilità di circolare con la revisione scaduta se si è già preso appuntamento per procedere al controllo (ovviamente devono essere rispettati i termini prescritti).

Nuova o usata: che cosa cambia

Non è un caso che si specifichi che si tratta della revisione obbligatoria. Spesso gli automobilisti più scrupolosi fanno controllare la propria vettura anche tutti gli anni o magari dopo un’incidente viene revisionata l’automobile. Per capire le tempistiche della revisione dell’auto, occorre fare una distinzione.

La prima revisione periodica obbligatoria dell’auto deve essere sostenuta quattro anni dopo la prima immatricolazione. Per essere proprio precisi va fatta entro la fine del mese di immatricolazione riportato sulla carta di circolazione dell’auto. Trovate questa informazione al punto B sul libretto. Se la vostra auto è stata immatricolata per la prima volta il 15 marzo 2019, la prima revisione dovrà essere fatta entro fine marzo 2023.

Le successive revisioni devono essere effettuate con cadenza biennale. Non si deve per forza farle il 15 o il 18 del mese, ma vanno effettuate entro la fine del mese. Per esempio, se una vettura è stata revisionata l’8 settembre 2023, la revisione successiva dovrà essere fatta entro il 30 settembre 2025.

Le sanzioni per chi non fa la revisione

Potrete decidere anche di anticipare la data in cui far controllare il veicolo per vostra comodità o magari per fare un check-up dopo un sinistro. La nuova data della revisione obbligatoria dipenderà da questo cambiamento e bisognerà ricordarsene per riprogrammare le revisioni successive.

L’obbligo di revisione è previsto dagli artt.79 e 80 del Codice della strada che nei diversi commi dell’articolo 80 specifica quali siano in caso di violazione le sanzioni amministrative e pecuniarie per gli automobilisti e anche per i centri di revisione.

Nello specifico all’art. 79 sono riportate le direttive tecniche che i veicoli e i rimorchi devono rispettare e quali sono i controlli e le componenti delle vetture da esaminare. Viene inoltre sottolineato nel primo comma dell’articolo che le auto e i rimorchi “devono essere tenuti in condizioni di massima efficienza, comunque tale da garantire la sicurezza e da contenere il rumore e l'inquinamento”

Tra le sanzioni poste dal Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti per chi non rispetti l’obbligo di revisione, come accennato in apertura, c’è un crescendo proporzionale alla gravità delle irregolarità riscontrate al momento del fermo.

Se l’automobilista ha solo dimenticato la data della revisione e incorre in un controllo la multa sarà da poco meno di 170 € (se si decide di pagare subito potrà usufruire di uno sconto del 30% sulla sanzione), la vettura inoltre sarà sospesa dalla circolazione fino a che non si provvederà ad effettuare il controllo.

Se però sul libretto di circolazione si trovano diverse annotazioni di sospensione l’ammenda sarà più consistente (da 338 € a 8000€) e sarà ancora più corposa per chi tenti di falsificare la certificazione (422€). Sono previste anche delle ammende per i centri autorizzati che emettano falsi attestati, in questo caso si verrà radiati dalla Camera di Commercio.

Niente revisione: rischio sicurezza e inquinamento

La durezza delle contromisure adottate contro chi guida un’auto non revisionata è da collegare alle conseguenze che questa grave imprudenza può provocare. Le ripercussioni peggiori sono di due tipi: in primis si mina la sicurezza propria e degli altri, e poi c’è il tema ambientale.

Se un’auto non controlla con la giusta regolarità il sistema dei freni o la cinghia di trasmissione la possibilità di causare un incidente aumentano in modo esponenziale. Se poi anche si fosse fortunati e non si incorresse in nessun controllo e non si provocasse nessun sinistro resterebbe comunque l’impatto negativo che l’usura dei componenti può causare sulla qualità dell’aria.

Se le emissioni inquinanti prodotte dai gas di scarico della vostra auto sono superiori ai limiti viene danneggiato l’ambiente e quindi la salute dei cittadini. Il particolato fine emesso dai tubi di scarico delle vetture è molto pericoloso per le persone, infatti riesce a penetrare nei polmoni degli individui, specie nei soggetti più deboli come i bambini.

Dove fare la revisione: primo, in Motorizzazione

Ci sono più di 5000 officine e centri autorizzati dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti alle operazioni di revisione delle vetture. Questa azione però si può anche prenotare presso gli uffici della Motorizzazione. Il costo è inferiore rispetto a quello dell’officine (45 € circa contro più di 65 €). Per effettuare la revisione presso un ufficio della Motorizzazione Civile occorre:

  • presentare domanda su apposito modello TT 2100, reperibile presso gli uffici della Motorizzazione Civile e disponibile online;

  • allegare attestazione di versamento di 45 euro sul conto corrente postale 9001 intestato al Dipartimento Trasporti Terrestri;

  • prenotare la visita e prova del veicolo;

  • presentare la carta di circolazione del veicolo.

Per effettuare la revisione in centro autorizzato dovrete prendere appuntamento, se non sapete quali siano le officine accreditate potete consultare l’elenco provinciale riportato del dataset del Ministero.

Le imprese riconosciute devono possedere degli specifici requisiti tecnico-professionali, avere attrezzature e locali idonei alle attività di verifica e controllo per le revisioni. Esiste un regolamento preciso da rispettare per ottenere la certificazione e detta anche diverse disposizioni riguardo al titolare dell’impresa e alla responsabilità tecnica di quest’ultimo.

Tra gli enti certificati come autorizzati ad effettuare le revisioni ci sono anche le Agenzie Aci.

I costi in sintesi

La differenza di prezzo tra le pratiche svolte in Motorizzazione, facendo quindi la revisione fai da te, e i costi da sostenere presso le officine territoriali sono chiari in questo schema:

  • 45 € per il costo di revisione (unica spesa da sostenere nel caso in cui ci si rivolga alla Motorizzazione)

  • 9,9 € per l’IVA aliquota 22%

  • 10,2 € diritti Motorizzazione

  • 1,78 € bollettino postale

Ci potrebbero essere però degli inconvenienti legati alla validità della garanzia qualora si decida di fare la prima revisione (quella a distanza di 4 anni) in modalità “artigianale” per così dire.

Esito: cosa succede

Sin qui abbiamo analizzato diversi aspetti della revisione, ma cosa succede esattamente al termine dei controlli tecnici sulla vostra vettura? Avete dimestichezza con il bollino blu?

Il controllo dei gas di scarico che dia un esito positivo vi permette di ottenere il bollino blu, questo adesivo certifica che i gas sono risultati in regola rispetto ai limiti posti per legge. Per questa attestazione non previsti costi aggiuntivi, infatti è una delle azioni incluse nei monitoraggi della revisione.

Al termine della revisione, la Motorizzazione Civile o l'officina autorizzata, consegnano all'utente un tagliando autoadesivo da apporre sulla Carta di Circolazione. Il tagliando potrà riportare una delle seguenti diciture:

  • "revisione regolare", nel caso in cui il veicolo abbia superato il controllo;

  • "revisione ripetere", nel caso in cui il veicolo non abbia superato il controllo e dovrà presentarsi a nuova visita entro un mese;

  • "revisione ripetere-sospeso dalla circolazione", nel caso in cui il veicolo, oltre a non aver superato il controllo, può circolare solo in giornata per andare dal meccanico, a una velocità non superiore di 40 km/h, e nel giorno in cui dovrà sostenere una nuova prova.

I dati raccolti durante i controlli per la revisione saranno annotati e trasmessi al Portale dell’automobilista del Ministero dei Trasporti che in questo modo punta a creare un ulteriore database che raccolga i dati dei veicoli e renda più difficili le truffe nelle vendite di auto usate.

I dati comunicati da aprile 2019 con il nuovo certificato di Revisione auto sono:

  • Dati identificativi del veicolo;

  • Targa del veicolo e simbolo dello Stato di immatricolazione;

  • Luogo e data di revisione;

  • Lettura del contachilometri;

  • Problemi riscontrati e livello di gravità;

  • Risultato generale del controllo tecnico;

  • Scadenza del certificato di revisione;

  • Dati dell’ispettore responsabile del controllo.

Incidente senza revisione: pericolo rivalsa assicurativa

Chi viaggia senza rispettare le regole rischia di subire la rivalsa assicurativa, si tratta del diritto riservato alla compagnia assicuratrice di ottenere che l’assicurato la ripaghi del risarcimento versato all’altro guidatore in alcuni casi particolari.

La rivalsa Rca, a seconda del contratto dell’assicurazione auto, può scattare in caso di guida in stato di ebbrezza o, per l’appunto, per mancata revisione del veicolo.

È nota la rivalsa per stato alterato: viene esercitata quando, in caso di sinistro, il conducente alla guida del veicolo presenta un tasso alcolemico maggiore o uguale a quello previsto dall’attuale normativa. Idem per la guida sotto l’effetto di droghe.

Ma c’è anche la rivalsa per mancata revisione. In questo caso l’automobilista che dovesse provocare un sinistro con la vettura non revisionata può trovarsi a dovere rimborsare la propria assicurazione di quanto risarcito in parte o in toto. La cifra della rivalsa dipenderà dalle condizioni contrattuali sottoscritte nella propria polizza.

Se l’incidente dovesse determinare il ferimento o la morte di qualcuno si può arrivare a rimborsi milionari. Attenzione pertanto alla guida senza revisione e alle condizioni contrattuali della Rc auto. Non è un caso che le società propongano sempre più spesso delle coperture aggiuntive per la rinuncia alla rivalsa.

Acquistando queste soluzioni e con un sovrapprezzo rispetto alla tariffa standard, gli assicurati si garantiscono una protezione dal diritto di rivalsa della società.

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Il settore delle assicurazioni comporta per gli utenti un gran numero di insidie. In particolare, può succedere di dover fare i conti con un'assicurazione che non vuole procedere con il risarcimento del danno subito dal contraente della polizza. Si tratta di uno scenario abbastanza frequente nel settore assicurativo e che espone l'assicurato al rischio concreto di non poter contare sulla copertura dei danni subiti. Ecco, quindi, cosa fare quando l'assicurazione non paga e quali sono tutti i casi in cui può registrarsi un evento di questo tipo.

Aumenti IVA sulla patente: tutto quello che c'è da sapere

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Costo servizi e utenze 2019: tutti gli aumenti di settembre, lo studio di SosTariffe.it

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