Revisione auto: ogni quanto va fatta?


Sgombriamo il campo dagli equivoci: qui non parliamo della revisione facoltativa fatta dall’automobilista alla propria vettura, quanto lo ritiene opportuno.

Non è neppure il tagliando programmato dalle Case automobilistiche per le macchine nuove, a intervalli di tempo o di percorrenza.

Ci riferiamo invece alla revisione periodica obbligatoria, cui tutti i veicoli di qualsiasi data di immatricolazione devono sottoporsi.

Nuova o usata: che cosa cambia

Per capire le tempistiche delle revisione dell’auto, occorre fare una distinzione.

  • La prima revisione periodica obbligatoria dell’auto deve essere sostenuta quattro anni dopo la prima immatricolazione. Più esattamente, va fatta entro la fine del mese di immatricolazione dell’auto riportato sulla carta di circolazione (rigo I). Solo per fare un esempio, se un’auto è stata immatricolata per la prima volta il 15 marzo 2019, la prima revisione dovrà essere fatta entro fine marzo 2023.

  • Le successive revisioni devono essere effettuate con cadenza biennale. Vanno fatte entro la fine del mese in cui è stata fatta la revisione precedente. Per esempio, se una vettura è stata revisionata il 18 settembre 2023, la revisione successiva dovrà essere fatta entro il 31 ottobre 2025.

Revisione anche prima, se si vuole

Comunque, non è vietato di anticipare il mese della revisione: chiaramente, le volte successive occorrerà rammentarsi che l’anticipo diventerà la nuova scadenza per il futuro.

Ma dove sta scritto? La revisione periodica obbligatoria è prevista dal Codice della Strada.

  • Articolo 79. I veicoli a motore ed i loro rimorchi durante la circolazione devono essere tenuti in condizioni di massima efficienza, comunque tale da garantire la sicurezza e da contenere il rumore e l'inquinamento. In che modo? Con la revisione periodica obbligatoria. Nel regolamento del Codice della Strada sono stabilite le prescrizioni tecniche relative alle caratteristiche funzionali e a quelle dei dispositivi di equipaggiamento: riguardano pneumatici, frenatura, dispositivi di segnalazione visiva e di illuminazione, limitazione della rumorosità e delle emissioni inquinanti.

  • Articolo 80. Il ministro dei Trasporti stabilisce, con propri decreti, i criteri, i tempi e le modalità per l'effettuazione della revisione generale dei veicoli a motore e dei loro rimorchi. Obiettivo: accertare che sussistano le condizioni di sicurezza per la circolazione e di silenziosità. E controllare che i veicoli non producano emanazioni inquinanti superiori ai limiti prescritti.

Niente revisione: rischio sicurezza e inquinamento

Chi guida un’auto non revisionata commette una grave imprudenza, con due tipi di ripercussioni negative.

  • Un’auto non revisionata mette in pericolo la sicurezza stradale: un qualsiasi elemento della vettura potrebbe non essere in regola, con le possibilità di incidente che lievitano. Basti pensare a una macchina coi freni che funzionano male, specie sulle strade bagnate, dove le distanze della frenata si allungano.

  • Un’auto non revisionata rischia di peggiorare la qualità dell’aria: se le emissioni inquinanti sono superiori ai limiti, viene danneggiato l’ambiente e, di riflesso, i pericoli per la salute dei cittadini crescono. Con il particolato fine emesso dai tubi di scarico che riesce a penetrare nei polmoni degli individui, specie i soggetti più deboli come i bambini.

Auto non revisionata: le multe

Sono diversi i livelli delle sanzioni da Codice della Strada.

  • La circolazione con veicolo non presentato a revisione è punita con una multa di 173 euro, mentre l’auto è sospesa dalla circolazione.

  • La circolazione con veicolo non presentato a revisione per più di una volta si paga con una multa di 346 euro: ovviamente, il mezzo resta sospeso dalla circolazione.

  • Per la circolazione con veicolo sospeso in attesa dell’esito della revisione, la multa è di 2.002 euro, più il fermo dell’auto per 90 giorni.

  • Si annota sul documento di circolazione che il veicolo è sospeso dalla circolazione fino all'effettuazione della revisione. È consentita la circolazione del veicolo al solo fine di recarsi presso un’officina autorizzata o presso il competente ufficio del Dipartimento per i trasporti per la prescritta revisione. Al di fuori di tali ipotesi, nel caso in cui si circoli con un veicolo sospeso dalla circolazione in attesa dell'esito della revisione, si applica la sanzione amministrativa del pagamento di una somma di 2.002 euro.

  • Chiunque produce agli organi competenti attestazione di revisione falsa è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma di 431 euro. Da tale violazione discende la sanzione amministrativa accessoria del ritiro della carta di circolazione.

Dove fare la revisione: primo, in Motorizzazione

L’auto da revisionare si può portare anzitutto in Motorizzazione: si fa da sé. Per effettuare la revisione presso un ufficio della Motorizzazione Civile occorre:

  • presentare domanda su apposito modello TT 2100, reperibile presso gli uffici della Motorizzazione Civile e disponibile online;

  • allegare attestazione di versamento di 45 euro sul conto corrente postale 9001 intestato al Dipartimento Trasporti Terrestri;

  • prenotare la visita e prova del veicolo;

  • presentare la carta di circolazione del veicolo.

Dove fare la revisione: secondo, in officina

Per effettuare la revisione presso un'officina autorizzata, è sufficiente recarsi presso un'officina tra quelle autorizzate dalla Provincia.

Le imprese devono essere in possesso di requisiti tecnico-professionali, di attrezzature e di locali idonei al corretto esercizio delle attività di verifica e controllo per le revisioni, precisati nel regolamento; il titolare della ditta o, in sua vece, il responsabile tecnico devono essere in possesso dei requisiti personali e professionali precisati nel regolamento.

Tali requisiti devono sussistere durante tutto il periodo della concessione. Il ministro dei Trasporti definisce con proprio decreto le modalità tecniche e amministrative per le revisioni effettuate dalle imprese. L’elenco delle imprese si trova sul Portale dell’automobilista online. Costa 66,88 euro.

Il costo in sintesi

Ricapitolando, in Motorizzazione, facendo da sé, si spendono 45 euro. In officina, 66,88 euro, di cui:

  • 45 euro per il costo di revisione

  • 9,9 euro per l’IVA aliquota 22%

  • 10,2 euro come diritti Motorizzazione

  • 1,78 euro come bollettino postale

Revisione: cosa controllano

La revisione del veicolo verifica lo stato e l'efficienza delle seguenti parti:

  • dispositivi frenatura (freno a mano, di servizio);

  • sterzo (cuscinetti, fissaggio, stato meccanico);

  • visibilità (vetri, specchietti, lavavetri);

  • impianto elettrico (proiettori, luci, indicatori);

  • assi pneumatici sospensioni;

  • telaio (carrozzeria, porte, serrature, serbatoio);

  • effetti nocivi (rumori, gas di scarico);

  • identificazione veicolo (targa, telaio);

  • altri equipaggiamenti (avvisatore acustico, cinture anteriori e posteriori ove sia presente predisposizione).

Esito: cosa succede

Al termine della revisione, la Motorizzazione Civile o l'officina autorizzata, consegnano all'utente un tagliando autoadesivo da apporre sulla Carta di Circolazione. Il tagliando mostrerà la dicitura:

  • "revisione regolare", nel caso in cui il veicolo abbia superato il controllo;

  • "revisione ripetere", nel caso in cui il veicolo non abbia superato il controllo e dovrà presentarsi a nuova visita entro un mese (il veicolo può continuare a circolare per un mese solo se l'utente ha provveduto ai motivi del ripetere con la dovuta certificazione di un'autofficina);

  • "revisione ripetere-sospeso dalla circolazione", nel caso in cui il veicolo, oltre a non aver superato il controllo, può circolare solo in giornata, per andare dal meccanico a una velocità non superiore di 40 km/h, e nel giorno in cui dovrà sostenere una nuova prova.

Incidente senza revisione: pericolo rivalsa assicurativa

Chi viaggia senza rispettare le regole rischia di subire la rivalsa assicurativa: la compagnia rimborsa i danni all’altro guidatore, ma poi ha diritto a farsi restituire quanto versato.

La rivalsa Rca, a seconda del contratto dell’assicurazione auto, può scattare in diversi casi.

È nota la rivalsa per stato alterato: viene esercitata quando, in caso di sinistro, il conducente alla guida del veicolo presenta un tasso alcolemico maggiore o uguale a quello previsto dall’attuale normativa. Sopra mezzo grammo di alcol per quasi tutti; basta un goccio di alcol per i neopatentati. Idem per la guida sotto l’effetto di droghe.

Ma c’è anche la rivalsa per mancata revisione. Se il guidatore provoca un sinistro con la vettura non revisionata, l’assicurazione ha diritto a controllare i documenti e a rivalersi qualora le condizioni della polizza lo indichino espressamente.

Qualora dal sinistro conseguano feriti gravi o morti, il rimborso schizza in alto: si arriva a milioni di euro. Attenzione pertanto alla guida senza revisione e alle condizioni contrattuali della Rc auto.

Rinuncia alla rivalsa

Volendo, come clausola aggiuntiva facoltativa, c’è la rinuncia alla rivalsa: l’assicurato paga un sovrapprezzo rispetto alla tariffa standard, e la rivalsa non scatta in determinati casi. Oppure c’è la parziale rinuncia alla rivalsa: la compagnia ha il diritto di ottenere una parte dell’indennizzo, con un limite che può essere per esempio di 5.000 euro.

Revisione “straordinaria”

In caso di incidente stradale nel quale i veicoli a motore o rimorchi abbiano subito gravi danni in conseguenza dei quali possono sorgere dubbi sulle condizioni di sicurezza per la circolazione, gli organi di polizia stradale, intervenuti per i rilievi, sono tenuti a darne notizia al competente ufficio della Direzione generale della Motorizzazione per l’adozione del provvedimento di revisione singola.

Se un veicolo viene sottoposto a revisione straordinaria, in seguito a un incidente stradale, la successiva revisione periodica deve essere effettuata facendo riferimento alla data di questa revisione straordinaria: tecnicamente estende l'accertamento delle condizioni di sicurezza a tutto il veicolo nel suo complesso senza limitarsi alle sole parti meccaniche con danni.

Revisione auto a gas

Discorso un po’ a parte per le auto a gas, rispetto alle altre vetture. Ecco i punti principali.

  • Durante le prove di revisione, per le auto bifuel ad alimentazione doppia (GPL o metano), viene eseguita una doppia prova di inquinamento per verificare le condizioni di inquinamento con le due alimentazioni possibili. Vengono anche verificati i componenti dell’impianto di alimentazione supplementare.

  • Per le bombole, nel caso del GPL queste dovranno essere sottoposte a sostituzione ogni 10 anni (e quindi a collaudo), mentre per il metano ogni quattro o cinque anni a seconda del tipo di omologazione se di tipo metallico; se di tipo aeronautico in materiale composito, si ha una prima verifica dopo quattro anni e verifiche successive ogni due.

  • Per il collaudo delle bombole del GPL, in questi giorni le Motorizzazioni sono intasate. Il motivo? Nel 2009, ci sono stati gli incentivi per le auto “verdi” rottamando le vetture più inquinanti. Ecco perché adesso si forma la fila alle Motorizzazioni locale, oberate di lavoro e con pochi addetti. Morale: chi ha l’auto a Gpl e sostituisce la bombola, può viaggiare a benzina. Potrà viaggiare a Gpl quando la nuova bombola verrà collaudata in Motorizzazione.

Revisione auto storiche e d’epoca

Caso a parte anche per le auto di una certa età e con una data denominazione.

  • I veicoli d’interesse storico sono i mezzi iscritti in un apposito registro nazionale (come l’ASI). Se il veicolo risulta iscritto nell’elenco nazionale e il proprietario è in possesso dell’apposita documentazione e/o sulla carta di circolazione è riportata la voce “veicolo storico”, la cadenza della revisione è biennale.

  • Si intendono veicoli d’epoca, tutti i mezzi che sono regolarmente iscritti in apposito elenco presso il Centro Storico del Dipartimento per i trasporti terrestri e sono stati radiati dal Pubblico Registro Automobilistico. In questo caso, c’è l’obbligatorietà di un controllo periodico che va effettuato ogni cinque anni.

Controlli anti-truffa

La direttiva europea numero 45 del 2014 ha (solo di recente) introdotto l’armonizzazione della revisione periodica dei veicoli a motore in tutto il territorio europeo. Fra le varie premesse che hanno portato alla stesura, vi è anche la lotta alla contraffazione del dato chilometrica, truffa che riguarda una percentuale rilevante dei veicoli europei usati. La macchina viene schilometrata, così costa di più. Viene rilasciato il Certificato di Revisione. I dati minimi contenuti in questo documento sono:

  • numero di identificazione del veicolo;

  • targa del veicolo e simbolo dello Stato di immatricolazione;

  • luogo e data di revisione;

  • lettura del contachilometri al momento del controllo;

  • categoria del veicolo;

  • carenze individuate e livello di gravità;

  • risultato del controllo tecnico;

  • data del successivo controllo tecnico o scadenza del certificato di revisione;

  • nome di chi ha provveduto ad espletare le verifiche, firma o dati identificativi dell’ispettore responsabile del controllo.

Novità da maggio 2018

Sono scattati il 20 maggio 2018 le nuove procedure per la revisione dei veicoli, che prevedono anche la lettura e il controllo del contachilometri.

Inoltre tutti i veicoli (e non più soltanto per i veicoli soggetti alla revisione annuale) possono circolare oltre i termini di scadenza della revisione in presenza di prenotazione effettuata entro i prescritti termini e fino alla data fissata per la presentazione a visita e prova, a condizione che la carta di circolazione non sia stata revocata, sospesa o ritirata con provvedimento ancora operante.

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