Calcolo bollo auto 2019: come sapere quanto dovrai pagare


Tutti lo chiamano bollo auto, ma tecnicamente è la tassa di proprietà delle vetture. Come stabilisce una legge nazionale, il bollo auto viene gestito dalle Regioni e dalle Province Autonome di Bolzano e Trento. Fanno eccezione le Regioni Friuli-Venezia Giulia, Sardegna e, almeno fino al 2015, Sicilia, per le quali la tassa è gestita dall’Agenzia delle Entrate.

Ma il bollo auto chi lo paga? Semplice: è tenuto al versamento della tassa automobilistica chi, alla scadenza del termine utile per il pagamento, risulta essere proprietario del veicolo al Pubblico Registro Automobilistico (PRA).

Quali scadenze ha il bollo auto

Per le auto, le principali scadenze del bollo si riferiscono ad aprile, agosto e dicembre. Invece, sono gennaio e luglio per le moto. Gennaio, maggio e settembre per i veicoli commerciali adibiti al trasporto merci.

Il mese di scadenza determina la scadenza effettiva della tassa automobilistica; il mese di pagamento definisce il termine ultimo entro il quale va effettuato il pagamento che di solito è il mese successivo a quello di scadenza.

I tre sistemi di calcolo

Per sapere quanto pagare di bollo auto nel 2019, i metodi sono numerosi.

1) Inserire tutti i dati per conoscere l’ammontare del bollo 2019

Per calcolare la tassa automobilistica, occorre inserire i seguenti dati: categoria del veicolo, targa, Regione di residenza, mese di scadenza, anno di scadenza, mesi di validità. E, se ci sono, i codici di riduzione.

Il pagamento del bollo auto deve essere effettuato in periodi fissi che, normalmente, coincidono con il primo mese di validità della tassa.

Un esempio: per un’auto con scadenza del bollo ottobre 2019, il versamento della tassa dovrà essere effettuato nel mese di novembre 2018.

È tutto nel sito dell’Agenzia delle Entrate. Serve inserire il codice di sicurezza, così il sito capisce che l’utente è un umano e non un robot. Si tenga presente che il servizio è disponibile da lunedì a domenica dalle 7 alle 24.

Per chi è proprietario dell’auto, nessun problema in merito alla Regione di residenza da inserire: tutto facile. Invece, se il veicolo è oggetto di contratto di leasing, usufrutto o acquisto con patto di riservato dominio, indicare la Regione di residenza dell’utilizzatore, dell’usufruttuario o dell’acquirente con patto di riservato dominio.

2) Con la targa, si conosce l’ammontare del bollo auto 2019

Sul sito dell’Agenzia delle Entrate, si trova la funzione che consente di calcolare la tassa automobilistica inserendo la targa del veicolo. Il conteggio è effettuato considerando tutte le informazioni sul mezzo presenti a sistema, basandosi sul tariffario della Regione di residenza del proprietario dell’auto

Se per il veicolo, è presente un contratto di leasing, usufrutto o acquisto con patto di riservato dominio, è necessario utilizzare la formula completa: quella al punto 1. Stesso discorso nei casi di autoveicoli e motoveicoli di interesse storico e collezionistico con anzianità di immatricolazione compresa tra i venti e i ventinove anni.

Il servizio è disponibile da lunedì a domenica dalle 7 alle 24. Su richiesta della Provincia autonoma di Bolzano, il calcolo della tassa automobilistica per i residenti non è consentito.

I menù a tendina sono due: il primo con il tipo di veicolo (auto, moto, rimorchio), l’altro con la targa del mezzo. Dopodiché, serve il solito codice per comunicare al sistema di non essere robot.

3) Sul sito dell’Automobile Club d’Italia

Sul sito dell’ACI, c’è una pagina riservata a chi vuole sapere quanto pagare di bollo auto nel 2019. Per i residenti nelle Regioni e nelle Province Autonome convenzionate con l'Automobile Club d’Italia (Abruzzo, Basilicata, Campania, Emilia Romagna, Lazio, Lombardia, Puglia, Sicilia, Umbria, Provincia Autonoma di Trento e Provincia Autonoma di Bolzano), il calcolo viene effettuato sulla base dei dati presenti negli Archivi Regionali e Provinciali collegati con l’ACI. Invece, per quelli residenti in Toscana, il conteggio è eseguito con collegamento agli archivi della Regione Toscana. Per i residenti nelle Regioni non convenzionate, infine, il calcolo viene eseguito con collegamento all'Archivio Nazionale gestito dal ministero dell'Economia.

Anzitutto, inserire il tipo di pagamento. Ossia:

  • Rinnovo: bolli auto successivi al primo pagamento (veicolo già circolante).
  • Prima immatricolazione: primo bollo di un veicolo nuovo di fabbrica e di prima immatricolazione.
  • Veicolo reimmatricolato: primo bollo di un veicolo usato, di provenienza estera, immatricolato per la prima volta in Italia.
  • Rientro da esenzione: bollo da versare dopo l’uscita dall’esenzione del veicolo.
  • Riacquisto di possesso: bollo di un veicolo per il quale sia stata annotata la perdita di possesso per furto o la indisponibilità per un provvedimento amministrativo o giudiziale e per il quale ci sia stato il successivo ritrovamento o dissequestro.
  • Targa prova: bollo di un veicolo per il quale sia stata ottenuta l’autorizzazione alla circolazione per prova.
  • Integrazione per complessi: eventuale integrazione dovuta nel caso in cui la tassa - motrice più rimorchio - non raggiunga il minimo necessario.
  • Pagamento integrativo: integrazione della tassa automobilistica in caso di pagamento insufficiente effettuato anche tramite gli altri concessionari autorizzati alla riscossione (poste, banche, tabaccai, agenzie di pratiche auto).
  • Pagamento anticipato: versamento della tassa automobilistica, successivo al primo (veicolo già circolante) che viene effettuato nel mese di scadenza anziché nel mese successivo.

Altre modalità per il pagamento del bollo

Il bollo auto 2019 è calcolato e pagabile qui (il costo della commissione varia):

  • Delegazioni ACI;
  • Agenzie Sermetra (rete di agenzie di pratiche auto);
  • Banca 5, presso gli esercizi aderenti;
  • Sisal Group Spa, attraverso i punti di riscossione;
  • Uffici Postali, mediante pagamento online allo sportello;
  • Internet Banking e Sportelli Bancomat (ATM) delle banche convenzionate;
    pagoBollo online (sul sito ACI nella serzione servizi - pago bollo online); 
  • le altre Agenzie di pratiche auto presenti sul territorio;
  • le Tabaccherie autorizzate.

I parametri che determinano il bollo auto

Non ogni veicolo paga lo stesso bollo e, all’interno della medesima categoria di veicolo, ci sono altri elementi che fanno variare la tassa:

  • per autovetture, autoveicoli a uso promiscuo, autobus, autoveicoli a uso speciale e motocicli, la tassa automobilistica deve essere versata in base alla potenza effettiva del veicolo espressa in kilowatt. Il numero dei kilowatt è riportato sulla carta di circolazione;
  • per le autovetture e gli autoveicoli trasporto promiscuo e per i motocicli, la tassa è differenziata in base alle normative comunitarie sulle emissioni inquinanti. Fanno eccezione autovetture ed autoveicoli con alimentazione, esclusiva o doppia, elettrica, a gas metano, a GPL, a idrogeno;
  • per le autovetture e gli autoveicoli trasporto promiscuo con potenza fiscale superiore ai 100 KW (o 136 CV), il calcolo va effettuato aggiungendo all'importo base moltiplicato per 100 KW (o 136 CV), i singoli KW eccedenti i 100 (o i CV eccedenti i 136) moltiplicati per la tassa maggiorata: è il superbollo;
  • per gli autocarri con peso complessivo inferiore a 12 tonnellate, il bollo varia in base alla portata;
  • per gli autoveicoli adibiti al trasporto pesante (con peso complessivo pari o superiore a 12 tonnellate), la tassa varia in base al peso complessivo, al numero degli assi e al tipo di sospensione dell'asse motore;
  • per i ciclomotori e per i quadricicli leggeri (minicar), per i ciclomotori fino a 50 cc e per i quadricicli leggeri con cilindrata del motore pari o inferiore a 50 cc o di potenza massima pari o inferiore a 4 kW, solo se utilizzati sulla pubblica strada, va pagato il bollo con decorrenza gennaio/dicembre. Fa eccezione la Lombardia: nessun bollo per ciclomotori e minicar.

Bollo auto: come controllare i vecchi pagamenti

Esiste anche una pagina web dell’Agenzia delle Entrate che permette di controllare i versamenti delle tasse automobilistiche effettuati presso gli intermediari abilitati (tabaccherie, agenzie di pratiche auto, Poste e ACI) e trasmessi all'Agenzia delle Entrate.

Il servizio è disponibile per i pagamenti effettuati a beneficio delle Regioni per le quali la tassa automobilistica è gestita dall'Agenzia delle Entrate (Friuli-Venezia Giulia e Sardegna). C’è inoltre per le Regioni Marche, Sicilia e Valle D'Aosta.

È attivo da lunedì a domenica dalle 7 alle 24. Nella schermata in alto, si inserisce la Regione beneficiaria; quindi la categoria del veicolo, la targa, l’anno di pagamento.

O almeno l’anno per il quale si crede di aver pagato, visto che questa è una funzione utile a togliersi ogni dubbio in merito alla propria posizione: il motivo? Può darsi che sia arrivato a casa un avviso della Regione, che reclama un vecchio bollo auto, invece regolarmente versato.

Se si paga tardi, quale sanzione

Se il bollo auto è versato dopo la scadenza del termine previsto, all'importo originario vanno aggiunti le sanzioni e gli interessi fissati dalla legge.

Regolarizzazione entro l'anno

  1. C’è una sanzione, pari allo 0,1% per ogni giorno di ritardo, se il versamento viene regolarizzato entro 15 giorni (ravvedimento veloce) dalla scadenza del termine utile per il pagamento, più gli interessi legali giornalieri con maturazione giorno per giorno.
  2. C’è una sanzione pari all'1,5%, se il versamento avviene entro 30 giorni (ravvedimento breve) dalla scadenza del termine utile per il pagamento, più gli interessi legali giornalieri.
  3. C’è una sanzione pari all'1,67%, se il versamento avviene dal trentunesimo giorno al novantesimo giorno dalla scadenza del termine (ravvedimento medio), più gli interessi legali giornalieri.
  4. C’è una sanzione pari al 3,75%, se il versamento avviene dopo il novantesimo giorno ma non oltre un anno dalla scadenza del termine (ravvedimento lungo), più gli interessi legali giornalieri.

Regolarizzarsi dopo un anno

Viene applicata una sanzione pari al 30% della tassa dovuta:

  1. per i versamenti effettuati senza ravvedimento con un ritardo non superiore a quindici giorni, la sanzione è pari all’1% per ciascun giorno di ritardo;
  2. per i versamenti effettuati senza ravvedimento con un ritardo non superiore a novanta giorni, la sanzione è pari al 15%.

Dove conviene pagare?

Secondo il network Sermetra, nelle agenzie di pratiche auto è consentito verificare lo storico della situazione contributiva, e correggere in tempo reale i dati eventualmente errati presenti nel sistema.

Così è possibile mettere in regola la propria posizione fiscale evitando di incorrere in futuri accertamenti.

Solo le agenzie di pratiche auto abilitate sono autorizzate ad effettuare l’inserimento dati negli archivi informatici delle tasse automobilistiche.

Le telecamere controllano il bollo auto: è vero?

Sul web, esiste la bufala del controllo del bollo auto tramite telecamere: per esempio un autovelox o un ex Tutor (verifica la velocità media).

In realtà, in futuro (quando arriverà il decreto) quegli strumenti potranno controllare la Rc auto e la revisione periodica obbligatoria. Invece, non c’è nessuna verifica del pagamento del bollo auto: questa è una tassa regionale, e sono le Regioni che eseguono i controlli.

Né occorre portare la ricevuta di pagamento del bollo auto in macchina: non va esibito alle Forze dell’ordine.

Accertamenti per gli arretrati

Ogni Regione può accertare se è stato pagato un vecchio bollo auto. Si può risalire sino a bolli vecchi di tre anni, se non ci sono state precedenti richieste e comunicazioni da parte della Regione: per i bolli più vecchi, la Regione ha diritto a ottenere quanto dovuto se ha nei tre anni già fatto una richiesta scritta.

La Regione potrà recuperare il vecchio bollo auto minacciando sanzioni, sino al fermo amministrativo della macchina: le ganasce fiscali, precedute da un avviso per iscritto.

La Regione può fare da sé, oppure appoggiarsi a un ente di riscossione, proprio analogamente a quanto accade per le vecchie multe da Codice stradale non pagate.

Vecchi bolli a rate

Per chi è in ritardo, si può pagare un vecchio bollo auto a rate, purché la Regione lo consenta. Una volta che l’ente locale stila il piano di rientro, non si possono saltare più di due rate di seguito: in genere, per chi non paga, la rateazione viene a cadere.

Di solito, i contribuenti che non risultano in regola con il pagamento della tassa automobilistica per l'anno 2018 ricevono un “Avviso di mancato pagamento”.

Si tratta di una comunicazione informale con la quale l’interessato viene messo a conoscenza di una presunta irregolarità: obiettivo, consentirgli di regolarizzare la propria posizione con i minori oneri possibili o, nel caso in cui il pagamento sia stato effettuato, di ottenere la sua collaborazione per la rettifica dei dati in possesso di Regione Lombardia.

Occhio agli avvisi fasulli, si tratta di “cartelle pazze”, inviate per errore dalle Regioni: occorrerà comunque dimostrare di essere in regola esibendo la ricevuta di pagamento.

Bollo auto a km 0: chi lo paga nel 2019

Un’auto a km 0 è a tutti gli effetti un’auto usata. Il primo proprietario è la concessionaria, il secondo il privato acquirente. Chi paga quindi i bollo auto 2019?

Il primo bollo deve essere pagato da chi risulta proprietario all'ultimo giorno utile per effettuare il pagamento.

Fa fede la data dell’acquisto: se avviene successivamente al termine, il primo bollo è sempre a carico della concessionaria che ha effettuato l'immatricolazione.

In caso contrario, sarà il consumatore a dover pagare il primo bollo. Per questo, quando si compra un’auto a km 0, è bene chiedere la scadenza del bollo auto, così da sapere quando si pagherà per l’anno dopo.

Bollo auto usata: chi lo paga nel 2019

Comprato un’auto usata da un privato, il bollo 2019 non è detto che debba pagarlo il vecchio proprietario, responsabile per tasse e multe arretrate. Tutto dipende dalla scadenza del bollo e dalla data di acquisto: se un acquirente ha comprato il veicolo nel mese di pagamento, pagherà il bollo; altrimenti, pagherà il primo bollo alla scadenza successiva.

Comunque sia, per evitare qualsiasi tipo di noia, è meglio comprare una macchina che sia il più “pulita” possibile: nessuna pendenza con la Regione in fatto di bolli auto arretrati, nessun preavviso di fermo amministrativo.

È vero che i vecchi guai sono a carico del precedente proprietario, ma è sempre bene stare alla larga da controversie legali: spesso serve un avvocato, con sentenze e burocrazia in quantità.

Bollo auto 2019: non si paga se…

Come premessa va detto che ogni Regione può regolarsi come crede, comunque le norme in genere sono queste: il bollo non si paga nel caso in cui il veicolo sia stato oggetto di furto, demolizione, esportazione definitiva all'estero, pignoramento, sequestro o fermo amministrativo (purché questo non sia attribuibile a inadempimento fiscale).

Il pagamento non è dovuto a partire dal periodo d’imposta successivo a quello in cui l’evento si è verificato, sempre che questo sia stato registrato presso il Pubblico Registro Automobilistico.

Sconti sul bollo auto nel 2019

Tutto dipende dalle Regioni. Comunque, spesso la Regione dà un contributo a chi demolisce veicoli inquinanti; in più garantisce l’esenzione triennale dal pagamento della tassa auto per chi acquista autovetture, nuove o usate, Euro 5 o 6, a benzina, bifuel (benzina/GPL o benzina/metano) o ibride (benzina/elettrica).

Spesso c’è la riduzione del 50% della tassa auto per cinque anni per veicoli a doppia alimentazione benzina/elettrico, compresi quelli a ricarica esterna o GPL/elettrico o metano/elettrico, immatricolati nel 2019. Esiste sovente l’esenzione totale per i veicoli a idrogeno.

Come non dimenticare la scadenza del bollo

Per non dimenticare di pagare il bollo, come altre scadenze importanti come l'assicurazione auto e la revisione, SosTariffe.it ha messo a disposizione di tutti gli utenti l'App che permette di impostare promemoria per non dimenticare nessuna scadenza. 

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