Bollo auto non pagato: cosa succede e cosa fare


Possedete un veicolo? Allora ogni anno dovrete versare una tassa sulla proprietà dell’auto, il bollo. Questa imposta viene pagata nella regione di residenza dell’automobilista e viene incassata dall’ente Regione o dalle Province autonome. Ci sono dei casi particolari, come per la Sardegna, la Sicilia e il Friuli-Venezia Giulia che hanno demandato la gestione della tassa all’Agenzia delle Entrate.

Essendo una tassa gestita dalle Regioni ogni ente può porre delle condizioni leggermente diverse su tempi, modalità di pagamento e su eventuali rimborsi legati al bollo auto. Per gli automobilisti è l’ennesimo costo, oltre ad assicurazione auto, revisione e spese di manutenzione, che si deve sostenere per il proprio veicolo.

Chi deve pagare il bollo auto e quando?

Quindi, il bollo auto è dovuto da chi risulta essere proprietario di una vettura registrata al Pubblico registro automobilistico. Prima di vedere cosa accade quando non si versa l’imposta. Ecco qualche informazione per i contribuenti che dovrebbero pagare la tassa automobilistica.

Il termine utile per versare quanto dovuto è l’ultimo giorno del mese successivo a quello in cui scade il precedente bollo. È una formula standard usata da tutti per descrivere le tempistiche di pagamento di questa imposta. Sembra una cosa molto contorta, ma non lo è. In soldoni, se il bollo della vostra auto scade ad aprile 2020 lo dovrete rinnovare entro marzo 2020. Conservate la ricevuta di pagamento per almeno 5 anni per eventuali controversie.

Il bollo auto, al contrario delle spese di revisione e al tagliando, deve essere pagato per ogni vettura che sia registrata al Pubblico registro automobilistico. Anche se la macchina è ferma nel garage da anni o è parcheggiata da una vita non importa. La tassa non va versata solo se si rottama il veicolo e si provvede alla cancellazione dall’archivio del PRA.

Cosa accade se non si paga il bollo? Come è facile immaginare trattandosi di un’imposta si andrà incontro ad una serie di sanzioni amministrative, ma non solo. Si può infatti arrivare anche al blocco della vettura. Procediamo con ordine però.

Quando non si è pagato il bollo auto alla scadenza fissata

I casi meno gravi di violazione sono quelli che implicano dei semplici ritardi nei pagamenti. Se la tassa automobilistica viene versata dopo la scadenza del termine previsto, all'importo dovuto vanno aggiunte le sanzioni e gli interessi fissati dalla legge.

Le penalità sono proporzionate alla rapidità con cui si regolarizza la propria posizione. I gradi vanno dal ravvedimento veloce a quello lungo e portano con sé delle sanzioni che aumentano, tra lo 0,1% al 3,75%, in base ai giorni di ritardo che passano tra la scadenza fissata per il pagamento e l’effettivo versamento dell’imposta.

Il ravvedimento veloce, eventualità più blanda, è un lieve ritardo nel pagamento. La situazione viene regolarizzata dal contribuente entro 15 giorni dalla scadenza prevista. In questo caso la sanzione sarà del +0,1% per ciascun giorno trascorso. A questo poi vanno aggiunti gli interessi legali maturati che per esempio stando al sito Aci Campania al 1°gennaio 2019 risultano dello 0,8%.

Se il pagamento avviene invece tra i 30 e i 90 giorni successivi al termine fissato la sanzione sale all’1,67%, è il caso del ravvedimento breve. A cui devono sempre essere sommati gli interessi legali.

Il ravvedimento permette al cittadino di versare un importo scontato rispetto a quello che dovrebbe pagare se ad accorgersi e a notificare il mancato pagamento (o anche dei versamenti inferiori al dovuto) fosse l’ente di riscossione, che sia la Regione interessata o l’Agenzia delle Entrate.

Se non si ricorre a questa soluzione e non si invia quindi il modulo comunicando all’ente la volontà di mettere a posto la propria posizione i ritardi sul pagamento del bollo auto saranno più salati.

Sul sito della Regione Emilia-Romagna è specificato che “per i versamenti effettuati senza ravvedimento con un ritardo non superiore a 15 giorni, la sanzione è pari all’1% per ciascun giorno di ritardo”. E saranno del 15% se non si regolarizza la posizione entro i 90 giorni. In entrambi i casi alla cifra della tassa maggiorata della sanzione andranno ancora aggiunti gli interessi moratori.

I pagamenti insufficienti saranno sanzionati esattamente con le stesse modalità appena descritte per i mancati pagamenti. L’unica differenza è che la multa sarà calcolata sulla cifra ancora da versare e non sull’intero importo.

Se il bollo auto non viene pagato mai

Il sollecito è la prima azione che la Regione in cui il cittadino deve versare l’imposta compie quando si accorge del mancato pagamento. Il bollo auto è un’autotassazione e quindi è il contribuente che deve sapere quanto e quando versarla. E in questo caso anche a chi intestare il pagamento. Il bollo deve essere pagato nella regione di residenza, ma come vedremo può capitare che ci si sbagli e si versi in quella del domicilio. In questo caso bisognerà chiedere il rimborso e provvedere al pagamento verso l’Ente corretto.

Se il sollecito non smuove il titolare, e non si tratta neanche di un errore da doppio pagamento, la Regione può cercare di riscuotere i vecchi crediti da sola oppure può affidarsi a un ente riscossore, come l’Agenzia delle Entrate.

L’ente quindi invierà una cartella esattoriale al contribuente con le sanzioni descritte prima. Se l’automobilista non provvede a regolarizzare la posizione neanche dopo questo passaggio gli verrà inviato un avviso di fermo amministrativo della macchina (ovvero le ganasce fiscali).

Ganasce: cosa succede

In caso di mancato pagamento della cartella esattoriale nei termini di legge, il concessionario della riscossione (Regione o Agenzia delle Entrate, o un terzo ente delegato) può disporre il fermo dei veicoli intestati al debitore. Questo provvedimento sarà comunicato al Pubblico Registro Automobilistico (PRA) e sarà quindi registrato negli archivi consultabili da assicurazioni e forze dell’ordine.

La comunicazione inviata al PRA rende inservibile il veicolo. Infatti, il fermo amministrativo impedisce la circolazione e la radiazione della vettura, ma anche la rottamazione e l’esportazione. Se pensate di poter fare i furbi, è ormai molto difficile. Al momento della vendita i dati del veicolo saranno controllati e inserendo la targa apparirà un messaggio che segnalerà il fermo amministrativo.

Bollo auto non pagato: sono scattate le ganasce?

Uno dei primi accertamenti che si consiglia di fare quando si acquista un’auto di seconda mano è la visura. Con questo strumento si può verificare che la vettura in questione non sia legata a fallimenti patrimoniali o come nella nostra ipotesi non sia soggetta a fermo.

Non occorrono molti dati per fare questo controllo, è sufficiente presentarsi allo sportello ACI o fare una richiesta di visura online con la targa del veicolo da controllare. Anche le agenzie che si occupano di pratiche auto possono procedere con la verifica. In entrambi i casi saranno applicati dei costi di intermediazione oltre alle spese. In genere una visura costa tra i 9 e i 20 €.

Ci sono anche diversi siti che promettono visure auto gratuite ma non garantisco uno storico e un dettaglio dei dati veramente completo.

Come cancellare il fermo amministrativo

È semplice basta pagare quanto dovuto. Non sarà sufficiente effettuare il versamento o saldare la cartella esattoriale, ci si dovrà recare presso l’ufficio locale del PRA e presentare i documenti necessari.

Sul sito del registro automobilistico viene specificato che per cancellare il fermo il contribuente dovrà aver con sé il certificato di proprietà del veicolo, digitale o cartaceo, l’originale della revoca che riporta i dati della vettura, quelli del conducente e la cifra precisa per cui si chiede la cancellazione della sanzione.

I costi base per lo sblocco delle ganasce fiscali sono di 32 €, possono però salire a 48€ se invece di presentare per chi decida di presentare il modello di Nota libera NP3 delle PRA. Al termine degli accertamenti all’automobilista sarà rilasciato un nuovo certificato di proprietà.

Se però il blocco della vettura è avvenuto per un errore amministrativo e contabile dell’ente di riscossione queste spese saranno annullate e il PRA annullerà di default e gratuitamente il provvedimento di fermo.

Bollo auto: dove controllare i pagamenti

Ormai le app e i siti rendono molto agevole il controllo dei propri pagamenti. Ci sono i reminder che avvisano delle scadenze e le operazioni di pagamento sono state semplificate.

Sui siti locali di ACI e Regione sono attivi dei servizi che permettono di calcolare con precisione il costo del bollo auto, si possono inoltre ricevere delle notifiche sull’andamento della propria pratica fino alla conferma di avvenuto versamento. Anche l’Agenzia delle Entrate, nelle regioni che hanno delegato l’ente del servizio, è attiva sul sito una sezione per i versamenti delle tasse automobilistiche.

I pagamenti del bollo possono essere effettuati presso diversi intermediari abilitati:

  • tabaccherie

  • agenzie di pratiche auto come Sermetra

  • sportelli postali

  • uffici ACI

Prescrizione bollo auto

Dopo un certo numero di anni, il bollo auto non pagato cade in prescrizione. Di cosa si tratta? È la norma che stabilisce dopo quanto tempo un reato non è più perseguibile. La prescrizione per il bollo auto avvien dopo 3 anni.

Il termine indica la data entro cui l’ente può richiedere un pagamento non effettuato dell’imposta. Se passato il terzo anno dalla data di scadenza del bollo non è stato inviato nessun sollecito di pagamento il contribuente non sarà più tenuto a versare la tassa.

In passato ci sono state delle sentenze che hanno prolungato i tempi di prescrizione del bollo a 5 anni o addirittura a 10 anni qualora al contribuente fosse stata notificata la cartella esattoriale, ma nel 2016 una sentenza della Cassazione ha stabilito che il periodo da considerare è quello dei 3 anni.

Pagamento vecchi bolli a rate: è possibile?

Dopo aver ricevuto un avviso bonario dalla propria Regione spetta all’ente concordare eventuali sistemi di pagamento con il contribuente. Come per altre imposte il cittadino può richiedere un piano di ammortamento per saldare il debito nei confronti dello Stato.

Sarà la Regione o l’ente preposto a stabilire se ci sono i presupposti per concedere o meno una rateizzazione dell’importo. In genere se sarete autorizzati a pagare a rate sarà importante rispettare le scadenze, pensa l’annullamento del piano di pagamenti dilazionati.

E il superbollo e le novità 2019

Il superbollo è un provvedimento nato con la Legge 214 del 2011 ed è entrato in vigore dal 2012. È una tassa che colpisce le auto di grossa cilindrata, per la precisione interessa i veicoli con più di 185 kW (250 cv) di potenza. L’imposta ha come obiettivo una riduzione della vendita e quindi della circolazione di questo tipo di vetture molto inquinanti.

Il passato Governo ha inoltre introdotto nella Legge di bilancio una specie di sistema bonus/malus per chi acquisterà una vettura nuova. In pratica per chi sceglierà dei modelli ibridi o elettrici è previsto un incentivo, mentre per coloro i quali opteranno per veicoli ritenuti inquinanti sarà prevista un’imposta extra, la tassa potrà variare tra i 1100 € e i 2.500€.

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