Auto usata, cosa controllare prima dell’acquisto


L’auto è un bene così complicato dal punto di vista meccanico ed elettronico, che comprare una vettura usata presenta numerose incognite.

La soluzione perfetta per acquistare un veicolo di seconda mano non esiste, però ci sono accorgimenti che aiutano a... prevenire un “bidone”.

Visura dell’auto

L’Automobile Club d’Italia, come prima cautela prima di comprare un’auto usata, consiglia una visura. Che si può fare in due modi.

  • Si indica la targa del veicolo che si vuole acquistare, all'ufficio provinciale ACI - Pubblico Registro Automobilistico (PRA).

  • Tramite il servizio visure online sul sito ACI.

I tre obiettivi della visura

Il potenziale compratore, tramite visura, conosce le informazioni giuridico-patrimoniali relative al veicolo, risultanti in quel momento. Ecco quali.

  • Verificare che sull’auto non risultino iscritte ipoteche. Infatti, l’ipoteca consente al creditore di vendere la macchina all'asta per soddisfare il credito. Si comprerebbe un mezzo poi rivenduto all’asta: sarebbe una beffa.

  • Controllare se sull’auto vi sono vincoli che ne limitano la disponibilità: sequestri, pignoramenti, fallimenti, fermi amministrativi. In particolare, sono spesso le “ganasce fiscali” (i fermi) a pesare: per esempio, scattano a carico di chi non paga vecchie multe da Codice della Strada.

  • Verificare che l’auto non sia stata cancellata dal Pubblico Registro Automobilistico, soprattutto se il veicolo è immatricolato da molti anni. Cautela specie se si tratta di un veicolo storico. Infatti, un mezzo cancellato dal PRA non può circolare su strada: quindi, nel caso in cui il veicolo sia stato cancellato dal PRA, occorrerà richiedere una nuova immatricolazione a un ufficio provinciale della Motorizzazione Civile (UMC). Questa verrà rilasciata solo se il veicolo rispetta la normativa vigente in tema di emissioni inquinanti e di sistemi di sicurezza.

    Ottenuta la reimmatricolazione, con rilascio di nuove targhe, si dovrà richiedere l'iscrizione al PRA, portando una marca da bollo di 16 euro da apporre sull'atto al momento dell'autentica della firma.

    Primo libretto: la carte di circolazione

    Una volta che si dispone del libretto di circolazione (va bene anche la fotocopia o il Pdf inviato via e-mail), è bene controllare sempre il numero di telaio dell’auto. Dove?

    Nel vano motore; a volte il telaio è visibile anche sul parabrezza dell’auto; può altrimenti essere sul montante della portiera o in altri punti all’interno del veicolo.

    L’obiettivo è verificare la corrispondenza fra il numero di telaio nel vano motore e il numero di telaio riportato sulla carta di circolazione (alla lettera E) e sul Certificato di Proprietà (alla voce “telaio”).

    Massima attenzione specie se il venditore è in possesso di un duplicato dei documenti del veicolo (carta di circolazione e Certificato di Proprietà).

    Secondo libretto: i tagliandi

    Se l’auto ha (indicativamente) meno di cinque anni, è opportuno chiedere al venditore la consegna del libretto con i tagliandi di garanzia già eseguiti: si ha così in mano la "cartella clinica" dell’auto.

    Si avranno anche idee più chiare sulla percorrenza effettiva della macchina: i valori riportati nei tagliandi non possono essere troppo discordanti rispetto ai valori dichiarati dal venditore.

    Terzo libretto: d’uso

    Il libretto d’uso e manutenzione dell’auto consente di eseguire con immediatezza alcune operazioni di manutenzione. E di adottare cautele nell'uso di quei dispositivi che garantiscono la sicurezza, l'economia di gestione e la conservazione del veicolo. Meglio averlo subito: magari chiederlo dopo alla Casa automobilistica costa. E richiede tempo.

    Antifurto, un blocco tremendo

    Al di là del blocco virtuale col fermo amministrativo (ganasce fiscali), può esserci il blocco vero e proprio dovuto a un antifurto. Se l’auto è dotata di antifurto sbloccabile solo con chiavi codificate o da radio protetta da codice, al momento del ritiro del veicolo è bene controllare tre cose:

    • che vengano consegnate tutte le chiavi (magari esiste una chiave master, l'unica in grado di creare duplicati in caso di smarrimento delle altre);

    • che ci siano eventuali tessere coi codici di attivazione o di disattivazione delle apparecchiature.

    • se dovrebbero esserci e invece mancano, non sobbarcarsi mai i disagi le spese elevate per la duplicazione (dev’essere il venditore a farlo).

    Una registrazione utile e come “fiutare” se il venditore è onesto

    Preziosa l’eventuale registrazione al servizio AvvisACI via Internet: si ricevere tramite mail o sms notizia dell’avvenuta registrazione al PRA della vendita.

    Pratiche burocratiche a parte, c’è anche l’aspetto psicologico da valutare quando si compra un’auto usata. L’acquirente ha la possibilità di “fiutare” il venditore, per capire se è onesto, se quindi propone un’auto davvero nelle condizioni descritte. Ecco qualche dritta.

    • Il compratore, per valutare la macchina di seconda mano, deve avere la possibilità di guardarla con calma, in una data comoda, in un luogo adatto, per tutto il tempo necessario a ispezionare il veicolo.

    • Il compratore magari desidera sia sedersi sul sedile del guidatore, sia capire le condizioni degli interni, della tappezzeria. E del motore. Può darsi che voglia fare un piccolo giro di prova un po’ a tutte le velocità: ovviamente, si è accompagnati nel percorso dal venditore. Se questi nicchia, è sbrigativo, cincischia o tende a creare confusione con strani giri di parole, meglio diffidare.

    • La parola può anche passare all’esperto: se il compratore non capisce niente di auto o ne capisce poco, può rivolgersi in officina dal proprio meccanico di fiducia. Qui, un’ispezione approfondita da parte di occhi fidati dirà tutto il vero, in pochi minuti.

    • In generale, se il venditore accetta di far vedere con calma l’auto, c’è da fidarsi. Viceversa, qualora il venditore di metta un po’ di traverso, il primo passo è chiedere spiegazioni: può darsi sia solo sbrigativo o non dia il peso giusto alla richiesta. Nel caso propria il venditore non ispirasse fiducia, nulla vieta di salutare e non proseguire la trattativa.

    La parola agli occhi: cosa controllare con l'accertamento visivo 

    L’accertamento visivo prima di comprare un usato è fondamentale. Si consiglia di verificare quanto segue (chi non è pratico si faccia invece aiutare da un meccanico o da un carrozziere).

    • Controllare la corretta chiusura delle portiere, l’integrità del parafango, la presenza di segni: indicano danneggiamento del telaio?

    • Attenti alla vernice: qualcosa è stato ripristinato dopo un incidente?

    • Il refrigerante è limpido e il fluido di trasmissione è abbastanza chiaro? Se no, chiedere spiegazioni.

    • La cinghia di trasmissione è integra?

    Due possibilità: venditore privato o concessionaria

    Il compratore può rivolgersi a un venditore privato o a una concessionaria per acquistare un’auto usata. Vediamo insieme le due strade, che presentano sia “pro” sia “contro”.

    Comprare l’auto usata dal privato

    Cercando la macchina di seconda mano venduta da un privato, ecco i punti da tenere a mente.

    • Si hanno maggiori margini di trattativa sui prezzi rispetto a quanto si riesca a fare rivolgendosi a una concessionaria: si possono ottenere ribassi più forti.

    • Per legge, i privati non sono tenuti a fornire la garanzia sull’usato.

    • Il venditore risponde di guai all’auto solo se c’è un’esplicita dichiarazione di garanzia o in caso comprovato di dolo: chi vende sapeva che la macchina era guasta, ha tenuto di proposito nascosto il problema e ha inteso raggirare il compratore.

    • Se ci sono eventuali guasti rilevati dopo l’acquisto, il compratore provvede in tutto e per tutto: non può rivalersi sul venditore.

    Comprare l’auto usata da una concessionaria

    Acquistando la macchina di seconda mano da un professionista, ossia da una concessionaria, ecco cosa rammentare.

    • Le auto usate in vendita nei saloni sono state in genere testate da un esperto. In questo senso, danno maggiore garanzia rispetto alle macchine vendute da privati.

    • Il rivenditore per legge deve fornire una garanzia di conformità: è tenuto a rispondere di eventuali difetti non imputabili a normale usura nell’arco di 12 mesi.

    • La garanzia di un anno non può essere né limitata né negata.

    • I prezzi nelle concessionarie sono più alti. Perché i professionisti hanno una vasta platea di compratori e quindi sono forti nella contrattazione. Inoltre, tengono il prezzo più su per via dell’obbligo di rispondere per eventuali danni e dei costi di mantenimento dell’attività.

    Il prezzo giusto? Molto difficile

    È complicato assegnare un prezzo preciso a un’auto usata.

    Approssimativamente, ci si fa un’idea su Internet o consultando una rivista di settore: contano marca, modello, anno di immatricolazione, percorrenza, condizioni generali, accessori aggiuntivi rispetto alla dotazione di serie, ai tagliandi eseguiti.

    Le quotazioni tengono conto di meccanica e componenti elettrici ed elettronici perfettamente funzionanti, revisioni regolarmente effettuate, carrozzeria e interni in buone condizioni e stato degli pneumatici.

    Il problema chilometri

    Inutile nascondere che la truffa è sempre dietro l’angolo: il vizio dello schilometraggio è duro a morire. Si tira indietro la percorrenza totale indicata dal contachilometri, così che la macchina costi di più.

    Per esempio, una berlina del 2015 che nuova costa 30.000 euro, nel 2019 vale 15.000 euro con 100.000 chilometri sulle spalle; ma vale 17.000 euro con 70.000 chilometri addosso.

    Di recente, grazie alla riformulazione della revisione periodica obbligatoria, si è cercato di limitare il fenomeno delle frodi legate allo schilometraggio, ma uno storico per risalire a tutto il percorso di vita della macchina ancora non c’è: il raggiro è tuttora possibile.

    Spie d’allarme: l'auto non in buone condizioni, come scovarla 

    Euroconsumatori punta su tre aspetti che fanno da spia: segnalano se un’auto non è in buone condizioni.

    • Residui di vernice sui bordi dei finestrini o sulle maniglie potrebbero essere indice di un mezzo incidentato riverniciato a nuovo.

    • Abrasioni sul cofano o sul frontale dell‘auto causate dall‘impatto con sassolini o terra potrebbero essere indice di auto che ha percorso parecchi chilometri oppure di un‘auto da competizione.

    • Il particolare odore di fumo o di animali nell'abitacolo possono essere indice del modo in cui l'auto è stata usata dal precedente proprietario.

    Niente lista nera

    Non esiste una lista nera dei modelli di auto usate da evitare, né tantomeno una classifica delle vetture di seconda mano più affidabili.

    Pertanto, come spiega l’Unione Nazionale Consumatori, è bene non lasciarsi sedurre dalle campagne di comunicazione delle case automobilistiche sull’usato sicuro.

    Generalmente, infatti, case automobilistiche diverse usano gli stessi blocchi di motore e cambi. Quindi, è molto difficile sostenere che una determinata marca di usato sia più affidabile di un’altra.

    La consegna

    La consegna da parte del professionista (concessionaria), sottolinea Euroconsumatori, ha regole precise.

    • Deve avvenire entro il termine indicato nel contratto e comunque entro e non oltre il successivo termine stabilito dalle parti di comune accordo. In caso di ritardo nella consegna o nel ritiro del veicolo, la parte interessata invierà alla parte inadempiente, a mezzo raccomandata con avviso di ricevimento, diffida ad adempiere entro il termine di 15 giorni, con l’avvertimento che in mancanza dell’adempimento il contratto si intenderà risolto di diritto.

    • Qualora il termine di consegna sia indicato nel contratto come essenziale nell’interesse dell’acquirente, la mancata consegna del mezzo entro detto termine da parte del venditore determinerà pure la risoluzione di diritto del contratto. In mancanza di adempimento entro detti termini, l’acquirente ha diritto alla restituzione dell’acconto versato oppure alla restituzione del doppio della caparra versata.

    • In caso di inadempimento dell’acquirente il venditore avrà diritto a trattenere la caparra ricevuta.

    • È fatta salva, in ogni caso e ove possibile, la richiesta di risarcimento di maggiori danni subiti a seguito dell’inadempimento della controparte.

    Controversia dopo l’acquisto

    In caso di controversia dopo l’acquisto, il Foro competente è sempre quello del consumatore.

    Alcuni contratti di vendita possono avere la clausola in base alla quale il foro competente è quello del venditore ma si tratta di una clausola vessatoria, proibita dalla legge. Chi la inserisce, va incontro a sanzioni. 

    Nel caso in cui sia presente una clausola vessatoria, essa non annulla tutto il contratto, ma se giudicata tale decade solo la clausola. Inoltre, l’acquirente danneggiato ha diritto di rivolgersi all’Antitrust (Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, www.agcm.it) che avvierà un’indagine senza costi per il consumatore. Il professionista sanzionato dovrà invece pagherà multe salate.

    Il pagamento

    Il prezzo del veicolo è quello indicato nel contratto e si intende comprensivo delle spese accessorie di qualsiasi natura. A fronte del pagamento effettuato, il venditore rilascia all’acquirente contestuale quietanza scritta o altro documento fiscale.

    Il ritiro

    Il luogo del ritiro del veicolo è la sede della ditta del venditore oppure il deposito di consegna indicato dallo stesso venditore. L’acquirente deve esaminare l’oggetto dell’acquisto sul luogo del ritiro; può richiedere al venditore l’effettuazione di una prova su strada per verificare sommariamente le condizioni del veicolo. I difetti apparenti devono essere comunicati al venditore al momento del ritiro, altrimenti si intendono come accettati.

    Assicurazione da stipulare

    Una volta comprata la vettura usata, occorre stipulare l’assicurazione auto obbligatoria. Non conta niente la classe di merito (il fattore che più incide sulla tariffa) del vecchio proprietario, né il fatto che quella macchina abbia causato o subìto incidenti: a pesare è solo il nuovo titolare del mezzo. La nuova tariffa quindi può essere simile a quella dell’altro proprietario, ma anche più alta o più bassa.

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